Casalpusterlengo - Guida Turistica

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.: CASALPUSTERLENGO
 Casalpusterlengo (14.626 abitanti) è una città della parte meridionale della provincia di Lodi situata sulle rive del fiumicello Brembiolo.
 Oggi vanta il titolo di città, dopo aver inglobato nel 1929 i comuni di Vittadone e Zorlesco. Dopo Lodi e Codogno è tra i maggiori comuni della Provincia di Lodi. L'economia di Casalpustelengo è in buona parte rappresentata dall'agricoltura: vi sono infatti numerose aziende specializzate nella coltivazione di mais e foraggi. Particolarmente fiorente è l'allevamento di bovini sia da latte che da carne, utilizzando anche attrezzature e apparecchiature molto avanzate.
 Anche l'industria vanta presenze significative, nel settore alimentare, in quello chimico e cosmetico, meccanico e del legno. Numerose sono anche le piccole imprese artigiane e commerciali, per lo più a conduzione familiare. La forza lavoro non è tuttavia interamente occupata in ambito comunale, e si assiste al fenomeno del pendolarismo, in particolare in direzione di Milano. Nel corso degli ultimi due decenni, il volto di Casalpusterlengo si è alquanto modificato grazie a numerose iniziative edilizie.
 La leggenda vuol far risalire il nome di Casalpusterlengo all'epoca della seconda guerra punica. Si narra che Annibale, dopo aver sconfitto al Ticino (218 a.c.) i romani, si apprestasse a varcare il Po, ma sulla linea del fiume gli si opposero P. Cornelio Scipione e Tiberio Sempronio.
 Tutto il territorio tra i due fiumi, nel tratto Pavia-Piacenza, divenne il fulcro della difesa romana. Dall'antico nome Casalis Pistorum si pensa che proprio qui si trovassero i forni delle milizie romane ("Pistor" dal latino significa "colui che pesta il grano nel mortaio"); questa è la suggestiva interpretazione delle origini dell'odierna città. Si sa con sicurezza che esisteva un nucleo abitato intorno all'anno 1000 d.c.
 Infatti una prima fonte attendibile sulle origini storiche di Casalpusterlengo si trova nell'inventario dei beni del Monastero di Ollona, un documento redatto nel 1025, e conservato nell'archivio storico di Lodi, in cui viene nominato un "Casale Gausari" quale "terre ampla et spaciossa quae fieri potest mansios duodecim" donata al Monastero dall'imperatore Lamberto.
 Intorno al XIV secolo questo possedimento divenne feudo; la prima grande famiglia feudataria fu quella dei Pusterla che ebbe una supremazia solida e duratura (forse il nome attuale della città trae origine proprio da quel casato). Questo casato ebbe i beni del feudo per investitura da parte di Bernabò Visconti; e proprio dal documento di investitura si può a grandi linee ricostruire la pianta del paese di quel tempo. La configurazione dell'antico borgo, dice infatti il documento, che il nucleo principale dell'abitato, posto al di qua del Brembiolo, che costituiva buona difesa, era formato dal castello (Castelletum) circondato da un fossato.
 A lato del castello era stata eretta la Chiesa di San Gervasio, e da questo primo nucleo abitativo si diramavano poi una serie di collegamenti stradali che permettevano il facile raggiungimento di alcune importanti città quali Piacenza (via ad Piacentiam), Lodi (via de Laude) e Pavia.
 Vi erano poi altre strade che portavano verso Codogno, Zorlesco e Senna ed altre località in seguito cambiate o dimenticate. I Pusterla regnarono finché non si cominciò a sentire la potenza dei signori di Milano in tutto il lodigiano che fu teatro di molti scontri. Nel 1450 Francesco Sforza, ottenuta la signoria di Milano, dopo aver assoggettato tutto il lodigiano fino a Piacenza, investì del feudo di Casalpusterlengo la famiglia dei Lampugnani, che gli giurarono fedeltà.
 Fu proprio questo casato che, risiedendo costantemente in paese, promosse la nascita del commercio; ed è infatti proprio di questo periodo la costruzione dell'ampio porticato per il mercato del lino. Questa famiglia governò il feudo per oltre duecento anni fino alla sua estinzione nel 1665.
 venduto diverse volte, conobbe guerriglie interne e la miseria della peste. Per tutta la prima metà del settecento il feudo subì l'invasione straniera più volte: quella spagnola (1701-1714), quella polacca (1733-1738) e quella austriaca (1740-1748). Questi episodi coinvolsero tutta la Lombardia e con essa il lodigiano.
 La seconda metà del XVIII secolo, al contrario, scorre via abbastanza tranquillamente per l'assenza di periodi bellicosi.
 far parte integrante dello Stato. A quei tempi maturava la grande Rivoluzione francese che, di lì a poco, avrebbe incendiato tutta l'Europa.